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FLYLYF di Marta Romanelli e Ludovica Lotito | International Summer Session Residency 2021

Serra madre

È giunto al termine “Summer Sessions” il progetto di residenze artistiche promosse da V2_ , centro interdisciplinare per l’arte e la tecnologia che, dal 1981, anima la ricerca sulle connessioni tra arte, design, tecnologia e società.

Il progetto, in collaborazione con Sineglossa, ci ha permesso di entrare in una rete che coinvolge centri di ricerca, istituzioni museali e hub creativi per abilitare sinergie tra esperienze e linguaggi artistici differenti.

Le artiste vincitrici della call for artist sono Ludovica Lotito – artista visiva che prosegue la sua ricerca artistica che lega corpo e natura attraverso immagini fotografiche e materiali che alterano ed indagano la percezione del sé e dello spazio, e Marta Romanelli – designer che indaga le teorie ecologiche dei filosofi contemporanei e i rapporti tra entità umane e non-umane con un approccio al progetto di tipo speculativo. 

FLYLYF, l’installazione creata appositamente per i nostri spazi, è stata premiata per la capacità di instaurare un dialogo armonico con il contesto delle Serre e per la sua natura fortemente interdisciplinare e transmediale.
L’opera offre uno spazio concreto all’immaginazione. Configurandosi come pratica artistica in cui la relazione tra la natura e le persone genera una trasformazione, offre un cambio di prospettiva non antropocentrica sulle connessioni che ci legano al nostro ecosistema. 
L’apporto tecnologico dell’installazione, infine, apre a una riflessione sulla relazione complessa e non binaria tra naturale e artificiale e crea un’interazione con i visitatori che dilata il tempo dell’esperienza utilizzando le potenzialità dello spazio digitale.

FLYLYF è un luogo dove celebrare la natura presente, immaginaria e possibile. Una visione del mondo che annulla il divario tra naturale e artificiale, la proposta di una comunione di forme di vita umane, non-umane e forme di non-vita, come entità diverse dello stesso ecosistema.
L’opera si ispira alla struttura della voliera e della serra come ambienti artificiali in grado di permettere a un’entità di sopravvivere fuori contesto; invasa dalla vegetazione speculativa, FLYLYF diviene simbolo di una natura incomprensibile e sconosciuta in cui l’essere umano si riflette fisicamente e concettualmente.

Le persone, con il loro ingresso nell’installazione, influiscono sull’ambiente attivando una frequenza a 220 hz attrattiva per la vegetazione, un gesto che diventa un inno, un auspicio per una collaborazione proficua volta alla coesistenza.

Attraverso un qr code posizionato sulla pedana dell’opera sarà possibile accedere a un filtro Instagram ispirato alla visione dei volatili – dai colori e forme alterati – che crea un ponte tra la realtà umana e la percezione di entità altre. Le persone saranno così in grado di passare da una concezione estetica legata al vedere, a una che comprende una pluralità di sensazioni percettive che suggeriscono valori etici ed estetici, con lo scopo di entrare in empatia con l’altro.

“Nature is…animals, trees, the weather…the bioregion, the ecosystem. It is both the set and the contents of the set. It is the world and the entities in that world. It appears like a ghost at the never-arriving end of an infinite series: crabs, waves, lightning, rabbits, silicon…Nature.”
Timothy Morton